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Perchè tutte le grandi banche vogliono andare a Wroclaw?

Di recente, i vertici di J.P. Morgan Chase & Co. hanno visitato Breslavia per studiare l’ambiente: il colosso bancario americano sta valutando l’ipotesi di trasferirvi circa 2 mila posti di lavoro. Il gruppo Credit Suisse ha già 4 mila persone a Breslavia, Bank of New York Mellon Corp. ne conta quasi mille. UBS c’è già e Goldman Sachs  sta considerando la Polonia come un hub potenziale per ampliare i propri servizi in Europa dopo la Brexit, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

fonte: Wall Street Journal

 

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La storia del Presepe di Nostra Signora sulla Sabbia e Grande Puffo

Il presepe polacco è molto lontano dalle rappresentazioni classiche cui siamo abituati in Italia. Niente montagne di cartapesta e fiumi che scorrono a valle, niente grotta, niente muschio o paglia. La natività è ambientata in una cattedrale gotica ricca di guglie e cupole, facciate rinascimentali o barocche. In genere realizzata con materiali di uso quotidiano come fogli colorati, cartone e legno.
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La città dove questa arte più è evidente durante il periodo natalizio è Cracovia; a Wroclaw non è troppo diffusa. Però un presepe l’ho trovato, nella chiesa di Nostra Signora sulla Sabbia (Kościół Najświętszej Marii Panny na Piasku). Un presepe molto particolare, non rispetta lo stile polacco, ma neanche quello italiano. Fu costruito dal parroco Kazimierz Blaszczyk nel 1967 per i bambini sordi e non vedenti. Ogni anno aggiungeva nuove figure, giocattoli e bambole, giostre e mulini a vento, un treno elettrico, Topolino, Grande Puffo e altri personaggi…
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Da Chopin al rap: così Breslavia è “cool” per la cultura

Luca Morino per La Stampa racconta la storia di Breslavia attraverso la musica, intervistando il rapper Łukasz Rostkowski – in arte L.U.C.

Per esplorare Breslavia occorre inevitabilmente partire dalla storia: protagonista di innumerevoli occupazioni, distruzioni, ricostruzioni, sembra che solo recentemente la città abbia trovato un suo equilibrio tra il pesante passato e il respiro mitteleuropeo. Una storia antica molto complessa quindi, ma anche una popolazione attuale giovane e propositiva. Nel tempo Breslavia ha sviluppato una grande sensibilità nei confronti della musica… 

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>>> LEGGI tutto l’articolo della Stampa  con l’intervista a Łukasz Rostkowski

 

La Cattedrale di Breslavia e la strana storia della testa pietrificata

Molto tempo fa nella città di Breslavia viveva un ricco orafo, tanto abile nella lavorazione dei metalli preziosi quanto avido nel gestire i suoi affari. Franciszek, questo era il suo nome, aveva realizzato i più bei gioielli che si fossero mai visti nell’intera regione, tutti i più importanti nobili si erano rivolti a lui per avere sontuose collane o straordinari anelli d’oro. Ma nessuno di questi oggetti, poteva competere con la bellezza di sua figlia, nessun metallo prezioso brillava come gli occhi della giovane Barbara.

Non c’era uomo in città, giovane o vecchio, che non fosse innamorato del sorriso gentile di Barbara, dei suoi lunghi capelli biondi e della sua pelle delicata come quella di un angelo. Ma la ricchezza aveva fatto di Franciszek un uomo insensibile all’amore, e alla sua unica figlia aveva proibito di innamorarsi, egli l’avrebbe data in sposa solo al più ricco tra gli uomini, solo quando avesse trovato qualcuno ancor più ricco di lui.

Barbara però si era innamorata, si era innamorata di Henryk, il più giovane dei manovali che lavoravano per suo padre. Ed  Henryk ricambiava il suo amore, alla follia. Ma sapevano bene i due che il vecchio orafo non avrebbe mai approvato la loro storia e mai avrebbe lasciato che la sua unica figlia sposasse un povero operaio. Così vivevano il proprio amore di nascosto dagli occhi di tutti, soprattutto da quelli di Franciszek.

I due si incontravano ogni volta che potevano, spesso alla sera, non appena faceva buio, non lontano dal giardino di casa, oppure nelle brevi pause in cui Henryk poteva lascare il lavoro, anche solo per un bacio. E fu proprio una di queste occasioni a tradire la loro segretezza; Jakub, il più anziano degli operai di Franciszek li vide abbracciati nascosti all’ombra del grande albero sul retro della bottega. Jakub era sempre stato un servitore fedele e non aveva mai avuto in simpatia quel giovane troppo spavaldo e sicuro di se; così appena ne ebbe occasione raccontò tutto al vecchio orafo.

Leggenda Cattedrale Breslavia

Franciszek, fattasi sera, uscì dalla propria stanza dove si ritirava di consueto dopo il lavoro ed andò in giardino, per vedere con i propri occhi se la storia che Jakub gli aveva raccontato fosse vera. Henryk e Barbara stavano per incontrarsi come solito, convinti di essere ancora al sicuro. Quella notte non fecero in tempo neppure ad abbracciarsi. Franciszek ordinò al suo manovale di andarsene e non tornare mai più, perché mai avrebbe lasciato la sue bellissima figlia tra le braccia di un poveraccio come lui. Barbara era disperata, ma Henryk con un misto di orgoglio e faccia tosta disse al vecchio padrone che sarebbe tornato con tanti soldi da farlo impallidire.

Henryk lasciò la città in cerca di fortuna, ma ben presto scoprì come fosse difficile per un forestiero anche solo guadagnarsi da vivere. Poco tempo dopo la sorte gli voltò ancora le spalle, quando due briganti  gli rubarono quei pochi denari che era riuscito a mettere da parte. L’episodio lo convinse che non sarebbe mai riuscito lavorando onestamente a guadagnare a sufficienza per tornare dalla sua Barbara, e fu così che prese a dedicarsi al furto e alla rapina. Nel giro di poco tempo era diventato un temutissimo bandito, che derubava ed uccideva tanto i poveri viandanti quanto i ricchi mercanti che commerciavano sulla via tra Breslavia e Praga. Il tempo passava e a muovere il suo agire non era più il ricordo del bel volto della sua amata ma la rabbia e l’avidità.

Leggenda Cattedrale Breslavia

Quasi due anni erano passati da quando Henryk aveva lasciato la bottega di Franciszek, ed orgoglioso della ricchezza accumulata decise di tornare a Breslavia per affrontare il suo vecchio padrone. Entrò in quello che a lungo era stato il suo luogo di lavoro, vi entrò vestito da gran signore, con abiti sfarzosi e gioielli d’oro, appena Franciszek lo vide rimase senza fiato. Henryk gettò sulla tavola due sacchi pieni d’oro in segno di sfida. Non ho più bisogno di chiedere la mano di tua figlia ora posso anche comprarla.

Mentre passava le proprie mani tra le monete d’oro, il ricco orafo non poteva credere ai propri occhi, ma d’improvviso gli si gelò il sangue, quando riconobbe tra i preziosi che il suo vecchio manovale indossava un anello che egli stesso aveva realizzato per un mercante del nord che da poco era stato derubato ed ucciso da uno spietato criminale. Franciszek comprese quali gesta avevano fatto la ricchezza di quell’uomo e disgustato lo cacciò di nuovo dalla sua casa. Henryk era accecato dalla rabbia, non era più abituato a non ottenere ciò che desiderava. Tornò poco più tardi, verso sera, ed accertatosi che Franciszek e Barbara non potessero fuggire diede fuoco alla casa. Poi si allontanò, attraversò l’Odra e per meglio godersi il suo operato salì sulla torre della cattedrale.

Guardava con soddisfazione la casa del vecchio orafo bruciare e rideva di gusto. Era così tanto preso dallo spettacolo che non si accorse che le pareti della torre come fossero vive si stavano lentamente stringendo, non se ne accorse fin quando non riuscì più a muovere le braccia ed allora nello stupore cercò di liberarsi ma oramai la finestra dalla quale si stava sporgendo si era stretta attorno alla sua testa e lui non poteva più muoversi. Terrorizzato Henryk, iniziò a gridare; e gridava sempre più forte man mano che sentiva le mura della torre della cattedrale stringersi attorno al suo collo. La gente che passava di sotto sentì quell’uomo gridare, ma nessuno riusciva a comprendere le sue parole. Così guardandosi intorno preoccupati videro in lontananza le fiamme che avvolgevano la casa dell’orafo; immaginarono che l’uomo dalla torre gli stesse indicando quell’incendio e così tutti corsero via per prestare aiuto. Arrivarono in tempo alla casa di Franciszek e riuscirono a salvare le vite del vecchio orafo e di sua figlia. Ma in quello stesso tempo le mura della torre avevano soffocato Henryk in un ultimo disperato grido di terrore facendo del suo orrendo viso un’altra pietra della torre.

 Leggenda Cattedrale Breslavia  Leggenda Cattedrale Breslavia

Wroclaw2016 – Breslavia Capitale Europea della Cultura

Il Grande risveglio, questo il nome della tre giorni di eventi che ha dato il via a Wroclaw2016 Capitale Europea della Cultura. La cerimonia inaugurale vera e propria si tenuta Domenica 17 Gennaio: quattro cortei sono partiti da quattro diversi angoli della città: i depositi dei tram “Dąbie” e “Popowice”, la stazione degli autobus su Grabiszyńska e l’accademia militare su Czajkowskiego. Ogni parata doveva rappresentare uno Spirito della città: lo Spirito dell’innovazione, lo Spirito delle diverse fedi, lo Spirito dell’alluvione, lo Spirito della ricostruzione. I quattro spiriti si sono incontrati in Rynek per lo spettacolo finale.

Io ho seguito la parata guidata dallo Spirito dell’Alluvione, partendo non lontano da Hala Stulecia.

Durante il tragitto artisti, acrobati e figuranti si sono esibiti in vari spettacoli. Una struttura mobile in ferro fungeva da palco per gli artisti. Tantissima gente ha seguito ha seguito la parata.

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Una volta arrivate in Rynek le quattro strutture sono state assemblate in una unica. Lo spettacolo finale prevedeva attori, musicisti, illuminazione e piume a pioggia dal cielo. Io però tutte queste cose non le ho viste, perchè la parata è andata molto lentamente, e lo spettacolo in piazza è iniziato con quasi due ore di ritarto. Complice un pomeriggio molto freddo ho abbandonato la piazza ben prima del finale.

Foto e video sono venuti molto bene, lo spettacolo però è stato aspramente criticato per varie carenze organizzative. Sembra però che sia stata tutta colpa di una martora.

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Le 14 statue in bronzo senza nome comparse nella notte a Breslavia

Świdnicka è la strada che parte dall’angolo sud del Rynek ed arriva fino alla ferrovia, un kilometro circa. Poco prima di finire sotto i binari incrocia Piłsudskiego, un’altra grande via che gira a sud del centro della città di là dal canale Fosa Miejska. Se vi fermate all’incrocio guardando verso Rynek vedrete Renoma lo storico centro commerciale di Breslavia – costruito negli anni 30 – alle vostre spalle invece ci sarà Arkady, un altro centro commerciale costruito pochi anni fa. Qui si incrociano varie linee di tram ed autobus, e probabilmente dovrete aspettare un po’ prima che il semaforo diventi verde.

[ENGLISH VERSION BELOW]

A questo incrocio nella notte del 13 dicembre di 10 anni fa 7 statue in bronzo comparvero sul lato destro di Świdnicka, 7 sul lato sinistro. Le 7 sette sul lato sinistro sembra che stiano per attraversare la strada, ma sprofondano sottoterra fino a scomparire, sull’altro lato all’opposto altre sette statue riemergono dal cemento.

Il 13 dicembre 1981 Wojciech Jaruzelski generale dell’esercito, Primo Segretario del Partito Operaio Unificato Polacco e capo del governo proclama la legge marziale; Solidarnosc ed altri gruppi sono banditi e i loro leader, tra cui Lech Wałęsa, arrestati durante la notte. Dichiarato il coprifuoco, i militari occupano le strade e gli aeroporti vengono chiusi. Migliaia vengono arrestati, scomparendo nell’ombra come sprofondando sottoterra.

La legge marziale viene revocata l’anno successivo. Molti prigionieri riemersero dalle carceri solo alcuni anni più tardi.

Przejście.

[CLICK ON THE PHOTOS TO ENLARGE]

 

Świdnicka is the street that starts from the south corner of Rynek and reaches the railroad, it is about one kilometre. Shortly before ending up under the train tracks, it crosses Piłsudskiego, another major road that runs south the city centre after the channel Fosa Miejska. If you stop at the crossroad, facing Rynek, you will see Renoma, the historic shopping mall of Wroclaw – built in the 30’s – behind you instead there will be Arkady, another shopping mall built only a few years ago. This is a busy junction, many trams and buses, you’ll probably have to wait a while before the light turns green.

At this junction on the night of December 13th, 10 years ago, 7 bronze statues appeared on the right side of Świdnicka, 7 on the left side. The 7 seven on the left side appear to be to crossing the street, but they sink underground to disappear, on the other side, the opposite, the statues emerged from the concrete.

On 13 December 1981 army general Wojciech Jaruzelski, First Secretary of the Polish United Workers Party and head of the government proclaimed martial law; Solidarity and other groups were banned and their leaders, including Lech Walesa, were arrested during the night. Curfew was declared, the military occupied the streets, airports were closed. Thousands were arrested, disappearing into the shadows as sinking underground.

Martial law was lifted the following year. Many prisoners emerged from prison only few years later.

Breslavia ed i palazzi brutti (?!)

Dopo un anno che vi racconto di Breslavia come di una città bella e piena di energia, mi sembra giusto farvi sapere che in giro ci sono anche cose abbastanza brutte (non per questo io non le fotografo).

Molto di questi palazzi – che trovate di seguito – si trovano in zone molto centrali della città; quando vi lasciate alle spalle il Rynek, la piazza centrale della città, non dovete camminare molto prima di trovarvi di fronte palazzi più adatti ad una periferia che ad un centro storico.

La piazza Nowy Targ ad esempio è una piazza storica di Breslavia, se ne ha traccia già dal XIII secolo con i primi insediamenti germanici. Gli edifici che servivano al mercato vennero distrutti durante la seconda guerra mondiale, così come anche la fontana del Nettuno, i cui resti interrati sono stati ritrovati solo pochi anni fa durante la costruzione del parcheggio sotterraneo. La piazza è stata infatti ristrutturata da poco, nuova pavimentazione, parcheggio sotterraneo e arredo moderno; sul lato sud resta l’unico palazzo sopravvissuto ai bombardamenti della guerra, oggi sede di uffici comunali. Sugli altri lati sorgono edifici residenziali anni ’60, che certamente mai brillarono per particolare gusto, ed oggi consumati dal tempo sono obiettivamente brutti.

Dopo un po’ di tempo che vivrete qui però vi abituerete a questi contrasti. I palazzoni residenziali vecchi di cinquant’anni che ancora sanno di comunismo si intrecciano con i nuovi edifici in vetro ed acciaio che nascono sull’onda dell’attuale entusiasmo economico. Tutto insieme con i monumenti più antichi e quelli ricostruiti uguali dopo la guerra.

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