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Zurek. La più tradizionale zuppa polacca

Tra i piatti tradizionali polacchi un ruolo di primo piano ce l’hanno le zuppe. Per cercare di vincere i vostri pregiudizi verso il cibo in Polonia, oggi vi parlo di una zuppa, una grande zuppa. Lo Zurek.

Lo Zurek è una tradizionale minestra di farina di segale acida con carne. Confesso subito: non ho un’idea molto chiara su cosa sia la farina di segale acida; io ero fermo alla traduzione del titolo originale del Giovane Holden, ed anche allora non l’avevo capito.

Comunque, gli ingredienti sono i seguenti: un composto di farina di segale fermentato – mettendo in un barattolo di vetro la farina di segale insieme a dell’acqua, e lasciando a riposare per tipo 3 giorni; a parte cuocere funghi, cipolle, pancetta e salsicce, poi si si tolgono le salsicce e si aggiungono le patate. Nel frattempo fate delle uova sode. Mischiate il tutto, con salsicce a pezzi e uova tagliate a metà. Sale, pepe, alloro, aglio.

Se lo mangiate in una forma di pane fa tutto un altro effetto. Anche perchè così vi mangiate anche il piatto. Zurek w chlebie. A me piace. Soprattutto a Pasqua.

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Campi di concentramento polacchi?

L’Istituto polacco della Memoria nazionale (Ipn) ha pubblicato l’elenco completo di 8.500 funzionari delle SS che durante la Seconda guerra mondiale prestarono servizio press0 il più grande campo di sterminio nazista – Auschwitz.
La pubblicazione è una risposta del governo polacco al ripetersi dei casi in cui i campi di concentramento situati in Polonia durante l’occupazione tedesca vengono indicati come “campi polacchi” e non nazisti.
Una lista realizzata basandosi sugli archivi del Paese, su quelli tedeschi, austriaci, americani e solo in parte su quelli russi, i più difficili a cui avere accesso.
Qualche giorno fa è partito da Wroclaw un cartellone di 6 metri:  “Death camps were Nazi German – ZDF apologise!“, dovrà attraversare la Germania, il Belgio per poi arrivare a Cambridge.

Breslavia ed i palazzi brutti (?!)

Dopo un anno che vi racconto di Breslavia come di una città bella e piena di energia, mi sembra giusto farvi sapere che in giro ci sono anche cose abbastanza brutte (non per questo io non le fotografo).

Molto di questi palazzi – che trovate di seguito – si trovano in zone molto centrali della città; quando vi lasciate alle spalle il Rynek, la piazza centrale della città, non dovete camminare molto prima di trovarvi di fronte palazzi più adatti ad una periferia che ad un centro storico.

La piazza Nowy Targ ad esempio è una piazza storica di Breslavia, se ne ha traccia già dal XIII secolo con i primi insediamenti germanici. Gli edifici che servivano al mercato vennero distrutti durante la seconda guerra mondiale, così come anche la fontana del Nettuno, i cui resti interrati sono stati ritrovati solo pochi anni fa durante la costruzione del parcheggio sotterraneo. La piazza è stata infatti ristrutturata da poco, nuova pavimentazione, parcheggio sotterraneo e arredo moderno; sul lato sud resta l’unico palazzo sopravvissuto ai bombardamenti della guerra, oggi sede di uffici comunali. Sugli altri lati sorgono edifici residenziali anni ’60, che certamente mai brillarono per particolare gusto, ed oggi consumati dal tempo sono obiettivamente brutti.

Dopo un po’ di tempo che vivrete qui però vi abituerete a questi contrasti. I palazzoni residenziali vecchi di cinquant’anni che ancora sanno di comunismo si intrecciano con i nuovi edifici in vetro ed acciaio che nascono sull’onda dell’attuale entusiasmo economico. Tutto insieme con i monumenti più antichi e quelli ricostruiti uguali dopo la guerra.

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Il Parco Tołpy sotto casa

A Breslavia non c’è il mare. La spiaggia più vicina è a 500 kilometri. Quando fa caldo, quindi, è meglio trovare qualche soluzione alternativa. Io sto sdraiato davanti a questo laghetto, la cui acqua è per la verità un po’ troppo verde.

Il parco è dedicato Stanisław Tołpa, botanico polacco vissuto a Breslavia che a lungo si dedicò a studiare la torba.  Il parco Tołpy si trova a nord della città, ma soprattutto è vicinissimo a casa mia. (Nel caso in cui non abbiate ripassato le regole di fonetica polacca tołpy si legge toupe).

A Breslavia ci sono molti parchi, ad est c’è Park Szczytnicki davanti ad Hala Stulecia, dove c’è anche il Giardino Giapponese. Ad ovest Park Zachodni e a sud Park Południowy. Per la cronaca Zachodni e Południowy significano proprio dell’ovest e del sud, un po’ come le stazioni del Monopoli.

Poi c’è Park Grabiszyński, vicino al cimitero di cui già sapete (vero?), o Park Juliusza Słowackiego, che si trova nel centro della città. Non sto ad elencarveli tutti che poi vi distraete e non gardate le foto.

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Sposi a Breslavia

Quando arrivai lo scorso anno, rimasi quasi subito stupito dall’incredibile quantità di sposi che mi capitava d’incontrare – con fotografi al seguito – in giro per la città. Abiti bianchi ovunque, mi sembrava. Con il passare delle stagioni mi sono accorto che era estate. D’inverno anche i polacchi si sposano molto di meno.

Torno a farci caso adesso, ogni volta che attraverso Ostrow Tumski, e ne incontro di nuovo tra la cattedrale ed il ponte dei lucchetti. Ma anche in luoghi meno prevedibili (e comprensibili) tipo il palazzo dove lavoro, un edificio moderno, la cui parte bassa della facciata è costituita da una maglia di grandi triangoli in metallo incrociati, così che sembrino uscire dalla parete.

Tuttavia è vero che la propensione al matrimono è sensibilmente superiore rispetto all’Italia. Una coppia di ragazzi si sposerà probabilmente prima dei venticinque anni senza troppo stupore.

Io, invece, sono ancora single.

PS. da quando son qui ho sempre sentito parlare dei matrimoni polacchi come delle feste infinite, qualcosa a metà tra dei baccanali e dei rave. Due giorni ininterrotti di vodka, cibo, vodka e balli, e vodka. Sfortunatamente ancora nessuno mi hai mai invitato.

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Anche a Breslavia l’estate

Anche in Polonia fa caldo. Ti sembrerà strano, o amico italiano, ma è così. Ieri a Breslavia c’erano almeno 34 gradi, ed oggi pure. A Breslavia quando le temperature cominciano a salire si aprono gli idranti nella piazza centrale. I bambini si divertono molto.

Non sono dei veri e propri idranti, come quelli rossi dei film, piuttosto una sorta di strutture per innaffiare che schizzano acqua a raggiera.

Se vuoi rinfrescarti puoi passarci sotto, sennò puoi andarti a prendere una bella birra gelata.

Ieri a sorpresa sono comparsi in Rynek due nuovi gnomi (per saper tutto sugli gnomi di Breslavia QUI) a schizzare acqua sui passanti.

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