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La storia del Presepe di Nostra Signora sulla Sabbia e Grande Puffo

Il presepe polacco è molto lontano dalle rappresentazioni classiche cui siamo abituati in Italia. Niente montagne di cartapesta e fiumi che scorrono a valle, niente grotta, niente muschio o paglia. La natività è ambientata in una cattedrale gotica ricca di guglie e cupole, facciate rinascimentali o barocche. In genere realizzata con materiali di uso quotidiano come fogli colorati, cartone e legno.
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La città dove questa arte più è evidente durante il periodo natalizio è Cracovia; a Wroclaw non è troppo diffusa. Però un presepe l’ho trovato, nella chiesa di Nostra Signora sulla Sabbia (Kościół Najświętszej Marii Panny na Piasku). Un presepe molto particolare, non rispetta lo stile polacco, ma neanche quello italiano. Fu costruito dal parroco Kazimierz Blaszczyk nel 1967 per i bambini sordi e non vedenti. Ogni anno aggiungeva nuove figure, giocattoli e bambole, giostre e mulini a vento, un treno elettrico, Topolino, Grande Puffo e altri personaggi…
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Tradizioni di Natale in Polonia

Per la cena della vigilia – Kolacja wigilijna – si mangia pesce, piatto tipico: carpa – fritta, arrosto o in gelatina. Ma attenzione, non si comincia a mangiare fino a che la prima stella non appare in cielo. Se il 24 in cielo ci sono troppe nuvole, usate un po’ di fantasia…

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Tradizione comanda dodici portate, quanti gli apostoli e i mesi dell’anno.

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La cena non può non iniziare con la zuppa di barbabietole, il barszcz. Per l’occasione con uszka, dei piccoli tortrellini ripieni di funghi. (Come preparare il Barszcz)

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Poi certo non mancheranno i pierogi, che data la stagione saranno per lo più ripieni con cavoli e funghi; ma mangerete anche Bigos, aringhe e molto molto altro…

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A tavola si beve Kompot. Una bevanda ottenuta facendo bollire vari tipi di frutta.

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Come dolce sicuro in tavola è il Piernik – un panforte a base di zenzero. E poi Makowiec, un rotolo con semi di papavero; Kutia, dolce a base di miele, noci ed uvetta…

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Protagonista della serata è l’oplatek: un’ostia con raffigurazione della natività che ciascuno prima della vigilia spezza e condivide con i propri cari.

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Alla tavola della vigilia di natale si prepara un posto in più rispetto agli ospiti previsti. Una seggiola vuota per un eventuale avventore, uno straniero o un viandante, perchè nessuno venga lasciato solo la notte di natale, e perchè anche Maria e Giuseppe erano in cerca di riparo.

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A quella stessa tavola sotto la tovaglia della festa , o da qualche altra parte nella stanza, andrà anche della paglia, il riferimento è ovviamente alla mangiatoia della natività.

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La notte della vigilia è anche la sera dei canti natalizi religiosi, i Koledy, che durante le feste si alternano con i pastoralki, i canti tradizionali dei pastori.

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E la notte quella dello scambio dei regali, sebbene San Nicola passi già il 6 dicembre, per la festa che prende il nome – Mikołajki.

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Breslavia, Mercatino di Natale

Su tre lati della centrale Piazza del Mercato e su due delle principali vie che giungono al Rynek. Un centinaio di bancarelle popolano da un mese il centro della città. Bancarella è riduttivo. E soprattutto vi fa pensare a tavolacci sporchi di ambulanti abusivi all’uscita della vostra fermata della metropolitana, o a qualche banchetto disordinato da fiera di paese. Queste sono costruzioni vere e proprie, in legno, tutte uguali, in ordine, realizzate tutte insieme nel giro di una settimana, quando ancora Natale era ben lontano.

Agli angoli della piazza c’è il vin brulè, Grzaniec (rz si pronuncia j, e la c si pronuncia z). Vino caldo, normale, con un po’ di rum o sciroppo di mirtilli o ribes. Ma anche cioccolata calda. In piccole coppe a forma di scarpone, rosso bordeaux, il Rynek disegnato, 10 zloty di deposito, che poi finisce che te la tieni. Tanti tavolinetti in legno con una tettoia a coprire ed un focolare acceso al centro. Più in là si mangia, golonka, kiełbasa, wiejska, kaszanka, turyngia. E zuppe, pane lardo e cetrioli, formaggio arrosto. Dietro ai tavoli, un piccolo parco giochi: un piccolo, ma rumoroso, ottovolante, riproduzioni animate della fiabe, Pinocchio, Cappuccetto Rosso, altri giochi. Poi dolci, tanti dolci. Pierniki, Trdelník, Waffles, frutta caramellata o ricoperta di cioccolato, strufoli fritti, caramelle e cioccolato caldo.

E tanti oggetti, souvenir, addobbi, statuine, giocattoli, biscotti, candele, liquori, guanti e berretti. E tanta gente, che mangia, guarda, passeggia, si fa le foto con una renna, con gli gnomi e sotto il grande albero di luci.

Come preparare il tradizionale Barszcz polacco

Il Barszcz – o zuppa di barbabietole – è, come sapete, un piatto tradizionale della vigilia di Natale, ma più in generale una zuppa tipica dei mesi invernali qua in Polonia.
Ovviamente l’ingrediente principale sono la barbabietole – o rape rosse, che credo siano la stessa cosa. Andate al mercato e cercate barbabietole fresche – ora, se siete in Italia temo che la cosa potrebbe non essere così facile; se non le avete trovate, la ricetta finisce qui, potete tornare a casa e mangiare qualcos’altro.

Voi fortunati che avete un mercato molto fornito adesso dovete pelare le rape e spezzettarle. Vi servono anche altre verdure che spero abbiate già comprato al mercato – altrimenti dovete uscire di nuovo; sbucciate tutte le verdure e tagliatele a pezzi, state in pratica preparando un brodo vegetale molto semplice quindi vi serviranno carote, cipolle e sedano. Qua nella foto ho usato* il sedano rapa – seler – che non sapevo neanche esistesse. Sbucciare e tagliare le barbabietole farà diventare le vostre mani di colore rosso, per sempre. Se la cosa vi sembra carina dato che è Natale procedete pure, altrimenti usate dei guanti.

Poi tutto a bollire insieme ad aglio, alloro, sale, pepe, zucchero maggiorana, succo di limone, aceto ed ingredienti segreti a scelta. Quando tutto è pronto il Barszcz può essere servito insieme a uszka (molto simili a dei tortellini) o a dei pierogi un po’ più piccoli. Buon appetito e buone feste!

Barszcz Czerwony z Uszkami

* il mio contributo alla realizzazione del barszcz è consistito nel fare le foto

Natale a Breslavia

Le tradizioni di Natale polacche non differiscono poi tanto da quelle italiane. C’è l’internazionale albero ed il più religioso presepe. Per la cena della vigilia, wigilia, si mangia pesce, perchè è vigilia, appunto, quindi, carpe. Poi certo non mancano i pirogi, che data la stagione saranno per lo più ripieni con cavoli e funghi, e la zuppa di barbabietole, Borscht. Tradizione comanda dodici portate, quanti gli apostoli. Come dolce sicuro in tavola è Piernik. Di piernik se ne trovano in varie forme, di base è un panforte, non che io sappia cosa sia un panforte, comunque dovrebbe esserci dello zenzero. Protagonista della serata è anche l’opłatek, l’ostia consacrata con raffigurazione della natività che il padre di famiglia spezza e condivide con i suoi cari.

Alla tavola della vigilia di natale oltre alle dodici portate si prepara anche un posto in più. Una seggiola vuota per un eventuale avventore, uno straniero o un viandante, perchè nessuno venga lasciato solo la notte di natale, e perchè anche Maria e Giuseppe erano in cerca di riparo. La cosa potrebbe tornarmi utile se solo fossi in grado di spiegare il tutto in polacco. A quella stessa tavola sotto la tovaglia della festa andrà anche della paglia, il riferimento è ovviamente alla mangiatoia della natività.

La notte della vigilia è anche la sera dei canti natalizi religiosi, i Kolędy, che durante le feste si alternano con i pastorałki, i canti tradizionali dei pastori. E la notte della messa e quella dello scambio dei regali, sebbene Santa Claus passi il 6 dicembre, San Nicola, Mikolaj.

Poi ci sarebbero i mercatini di Natale, che però a Natale non ci arrivano. Infatti qua a Wroclaw l’hanno smontato ieri.