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Breslavia, Mercatino di Natale

Su tre lati della centrale Piazza del Mercato e su due delle principali vie che giungono al Rynek. Un centinaio di bancarelle popolano da un mese il centro della città. Bancarella è riduttivo. E soprattutto vi fa pensare a tavolacci sporchi di ambulanti abusivi all’uscita della vostra fermata della metropolitana, o a qualche banchetto disordinato da fiera di paese. Queste sono costruzioni vere e proprie, in legno, tutte uguali, in ordine, realizzate tutte insieme nel giro di una settimana, quando ancora Natale era ben lontano.

Agli angoli della piazza c’è il vin brulè, Grzaniec (rz si pronuncia j, e la c si pronuncia z). Vino caldo, normale, con un po’ di rum o sciroppo di mirtilli o ribes. Ma anche cioccolata calda. In piccole coppe a forma di scarpone, rosso bordeaux, il Rynek disegnato, 10 zloty di deposito, che poi finisce che te la tieni. Tanti tavolinetti in legno con una tettoia a coprire ed un focolare acceso al centro. Più in là si mangia, golonka, kiełbasa, wiejska, kaszanka, turyngia. E zuppe, pane lardo e cetrioli, formaggio arrosto. Dietro ai tavoli, un piccolo parco giochi: un piccolo, ma rumoroso, ottovolante, riproduzioni animate della fiabe, Pinocchio, Cappuccetto Rosso, altri giochi. Poi dolci, tanti dolci. Pierniki, Trdelník, Waffles, frutta caramellata o ricoperta di cioccolato, strufoli fritti, caramelle e cioccolato caldo.

E tanti oggetti, souvenir, addobbi, statuine, giocattoli, biscotti, candele, liquori, guanti e berretti. E tanta gente, che mangia, guarda, passeggia, si fa le foto con una renna, con gli gnomi e sotto il grande albero di luci.

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Natale a Breslavia

Le tradizioni di Natale polacche non differiscono poi tanto da quelle italiane. C’è l’internazionale albero ed il più religioso presepe. Per la cena della vigilia, wigilia, si mangia pesce, perchè è vigilia, appunto, quindi, carpe. Poi certo non mancano i pirogi, che data la stagione saranno per lo più ripieni con cavoli e funghi, e la zuppa di barbabietole, Borscht. Tradizione comanda dodici portate, quanti gli apostoli. Come dolce sicuro in tavola è Piernik. Di piernik se ne trovano in varie forme, di base è un panforte, non che io sappia cosa sia un panforte, comunque dovrebbe esserci dello zenzero. Protagonista della serata è anche l’opłatek, l’ostia consacrata con raffigurazione della natività che il padre di famiglia spezza e condivide con i suoi cari.

Alla tavola della vigilia di natale oltre alle dodici portate si prepara anche un posto in più. Una seggiola vuota per un eventuale avventore, uno straniero o un viandante, perchè nessuno venga lasciato solo la notte di natale, e perchè anche Maria e Giuseppe erano in cerca di riparo. La cosa potrebbe tornarmi utile se solo fossi in grado di spiegare il tutto in polacco. A quella stessa tavola sotto la tovaglia della festa andrà anche della paglia, il riferimento è ovviamente alla mangiatoia della natività.

La notte della vigilia è anche la sera dei canti natalizi religiosi, i Kolędy, che durante le feste si alternano con i pastorałki, i canti tradizionali dei pastori. E la notte della messa e quella dello scambio dei regali, sebbene Santa Claus passi il 6 dicembre, San Nicola, Mikolaj.

Poi ci sarebbero i mercatini di Natale, che però a Natale non ci arrivano. Infatti qua a Wroclaw l’hanno smontato ieri.