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Wroclaw Neon Gallery

È il 14 novembre, venerdì sera. Ulica Ruska è una via che dista poche centinaia di metri dalla piazza centrale di Wroclaw. Il numero 46c è in un cortile interno, che conduce nella via parallela. Lo spazio è schiacciato tra due lunghi palazzi, è sempre un po’ buio, la strada rovinata.

Ma le pareti non sono grigie, murales di diversi colori, dimensioni e stili ricoprono i palazzi. Qui sono stati ricollocati vecchi neon della città, grandi insegne luminose restaurate e rimesse in funzione.

Sono le ore 20, e tutte si accendono.

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Blu, Ericailcane: i murales italiani in Polonia

Il mese passato sono stato a Cracovia. Ho fatto 350 foto in 3 giorni. Se ci fossero ancora i rullini fotografici da 24 e da 36 andrei fallito; oppure farei fotografie con maggiore parsimonia, chi può dirlo. Ma tant’è, gli anni ’90 sono finiti ed anche il più banale dei soprammobili merita almeno cinque o sei foto. Figurarsi una città intera.

Comunque girando per Cracovia senza una meta e un obiettivo mi sono per due volte accodato a due gruppi di turisti guidati dalle guide dei free city tour. Il primo l’ho seguito dentro il Castello reale di Cracovia, il Wawel – neanche a dirvi che ho fatto uno sproposito di foto – e presto le vedrete tutte, non pensate di scamparla. La seconda guida l’ho seguita nel vecchio ghetto di Cracovia. Attraversando il quartiere di Podgorze sulla destra ad un certo punto appare un grande murales che ricopre l’intero muro laterale di un palazzo. Una grande campana gialla, che è al tempo stesso megafono. La campana è decorata da simboli papali, e sotto di essa una massa informe di uomini tutti uguali ascolta fissa la voce del megafono. Il messaggio è evidente. La guida ce lo indica, nel cuore della cattolicissima Cracovia è un simbolo piuttosto significativo. L’autore dell’opera è italiano, continua la guida, che poi ci condurrà fino ai luoghi della fabbrica di Schindler.

L’autore di quell’opera è Blu. Originario di Senigallia, ma cresciuto a Bologna, nel 2011 segnalato da The Observer come uno dei dieci migliori street artist in circolazione. Quello che non sapevo è che anche molti dei murales di Breslavia sono opera di artisti italiani. Come Blu, appunto, Ericailcane e Dem. Così sono tornato a cercarli. Ne ho trovati alcuni. Questo ad esempio era anche vicino a dove abito io.

Le mura di Breslavia

La singola cosa che più caratterizza la città di Breslavia è certamente la sua piazza centrale, la Piazza del Mercato, il Rynek. Un enorme rettangolo lungo più di 200 metri e largo poco meno. Al centro l’antico municipio, il nuovo municipio e altri palazzi. Il risultato è un grande spazio pedonale che gira attorno ad un blocco di edifici.

Un alternarsi di stili diversi, gotico, barocco, classico che avvolgono le giornate delle migliaia di persone che regolarmente vivono questo affascinante spazio. Molto è stato ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, mantenendo il disegno di fine ottocento. Dal Rynek partono undici vie che si infilano nelle diverse aree della città. Man mano che vi allontanate dal centro i palazzi assumono forme diverse, testimoniando un passato più recente ed una attenzione al dettaglio meno spiccata. Gli edifici d’epoca comunista e post hanno lasciato nella città un’infinità di mura e cemento. In passato spazi per la contestazione del regime, oggi grandi espositori a cielo aperto per un’arte che copre il grigio.