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Capodanno a Breslavia

Il palco per il concerto di capodanno è quasi pronto. Sorge sul lato ovest del Rynek, vicino alla piazzetta antistante la chiesa di Santa Elisabetta. Per il concerto di San Silvestro sono attese molte migliaia di persone e sarà trasmesso dalla rete televisiva nazionale TVP2.  Gli artisti che si esibiranno quella sera sono molti, per lo più polacchi, quindi è probabile che non li conosciate. Per venirvi incontro ecco tutti i nomi ed i pezzi più famosi: Perfect, Piersi, Donatan & CleoEdyta Górniak, Loka, Lemon, Patrycja Markowska, Afromental, Mesajah, Bajm, Bo Saris, Urszula, Thomas Anders, Mezo,  Bracia, Elaiza, Margaret, Janusz Radek, Pectus, Rafał Brzozowski, Marek Piekarczyk, Natasza Urbańska, Halina Mlynkowa.

E poi c’è LUI. Proprio lui.

Buon anno.

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Wroclaw Neon Gallery

È il 14 novembre, venerdì sera. Ulica Ruska è una via che dista poche centinaia di metri dalla piazza centrale di Wroclaw. Il numero 46c è in un cortile interno, che conduce nella via parallela. Lo spazio è schiacciato tra due lunghi palazzi, è sempre un po’ buio, la strada rovinata.

Ma le pareti non sono grigie, murales di diversi colori, dimensioni e stili ricoprono i palazzi. Qui sono stati ricollocati vecchi neon della città, grandi insegne luminose restaurate e rimesse in funzione.

Sono le ore 20, e tutte si accendono.

Indipendenza

È l’11 novembre 1918, la prima guerra mondiale è appena terminata e la Polonia torna ad esistere dopo 123 anni. Józef Piłsudski ne diventa capo di stato.

La spartizione della Polonia era iniziata nel 1772: la Prussia di Federico il Grande, la Russia e l’Austria di Maria Teresa si erano senza troppi problemi prese un pezzo di Polonia ciascuno. L’anno seguente Russia e Prussia se ne presero un altro pezzo. Nel 1795 in seguito ad un tentativo di rivolta, Austria, Russia e Prussia si divisero quel che era rimasto.

Passerà più di un secolo prima che la Polonia torni ad esistere sulle mappe geografiche. Un’esistenza per altro subito interrotta dal celeberrimo patto Molotov-Ribbentrop del 1939.

Io sono nato a Todi, un paesino con meno di 20 mila abitanti sulle colline umbre nel centro dell’Italia. L’11 novembre lì è festa. C’è una fiera, la fiera di San Martino. Martino, vescovo di Tours, che a Todi non ci ha mai messo piede. In compenso avevamo un Papa, tal Martino I, nato a Todi, ma è un’altra storia.

Oramai da diversi anni non sono a Todi per la fiera di San Martino, ora invece mi trovo nel mezzo della piazza di Wroclaw, mentre passa un lungo corteo di ragazzi delle scuole con vestiti strani. Sciarpe, bandiere, canzoni, palloncini. Bambini, gente in costume, cartonati di Piłsudski, volontari che distribuiscono żurek caldo, preparato come facevano i soldati. È la Giornata Nazionale dell’Indipendenza della Polonia.

Un po’ più in là il consueto corteo di nazionalisti ed estremisti, ma è meglio starne alla larga.

Genti diverse

Sto studiando polacco. Risultati ancora pochi, ma ci stiamo lavorando. Ora non vi parlerò di quante consonanti esistano in questa lingua e di che suoni riescano a produrre, ne del fatto che ci siano sette casi – forse cinque anni di liceo classico potrebbero tornarmi utili? Mah. Continue reading Genti diverse

Le mura di Breslavia

La singola cosa che più caratterizza la città di Breslavia è certamente la sua piazza centrale, la Piazza del Mercato, il Rynek. Un enorme rettangolo lungo più di 200 metri e largo poco meno. Al centro l’antico municipio, il nuovo municipio e altri palazzi. Il risultato è un grande spazio pedonale che gira attorno ad un blocco di edifici.

Un alternarsi di stili diversi, gotico, barocco, classico che avvolgono le giornate delle migliaia di persone che regolarmente vivono questo affascinante spazio. Molto è stato ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, mantenendo il disegno di fine ottocento. Dal Rynek partono undici vie che si infilano nelle diverse aree della città. Man mano che vi allontanate dal centro i palazzi assumono forme diverse, testimoniando un passato più recente ed una attenzione al dettaglio meno spiccata. Gli edifici d’epoca comunista e post hanno lasciato nella città un’infinità di mura e cemento. In passato spazi per la contestazione del regime, oggi grandi espositori a cielo aperto per un’arte che copre il grigio.

 

Hala Stulecia, da Picasso a Schwarzenegger

Hala Stulecia, ossia la Sala del Centenario – costruita fra il 1911 ed il 1913 secondo i piani dell’architetto Max Berg, l’edificio doveva commemorare il centesimo anniversario della guerra del 1813 contro Napoleone. Nei successivi cento anni sotto la cupola disegnata dall’architetto tedesco sono passati tanti grandi interpreti della storia del novecento. Pensata come grande tempio laico della democrazia, Hala Stulecia è stato il palco delle parate dei più Continue reading Hala Stulecia, da Picasso a Schwarzenegger