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Breslavia, Cimitero Militare Italiano

Ha appena smesso di piovere, l’autobus numero 11 arriva al suo capolinea “Cmentarz Grabiszyński”. Sulla destra sorge uno dei cimiteri più grandi di Breslavia. Sul lato opposto c’è un parco. Bisogna camminare ancora un po’ ed attraversare i binari del tram. Ci sono solo alberi, erba, poi un cancello. Sulla targa, Sezione del Cimitero Militare Italiano Guerra 1915-1918; dall’altro lato del cancello, la stessa scritta, ma in polacco.

La costruzione del Cimitero Militare Italiano a Breslavia iniziò nei primi mesi del 1927 per volere del governo italiano – nell’area del parco Grabiszyński. Già nel luglio di quello stesso anno arrivarono i primi corpi dei soldati, precedentemente sepolti nei pressi dei campi di prigionia in cui avevano trovato la morte. Il 2 novembre 1928 il cimitero era completato. I resti di 1016 soldati italiani morti nei campi di prigionia di Wroclaw, della Bassa Slesia e di altre zone orientali della Germania erano stati trasportati qui da più di 70 cimiteri.

Più di mille uomini catturati a più di mille kilometri da qui. Dopo il 24 ottobre 1917, dopo la rotta di Caporetto. Sconfitti dagli austriaci, trasportati nei campi di prigionia tedeschi.  La fame, le malattie ed il freddo li condannarono tutti alla morte in pochi mesi.

Alla fine del 1943 furono sepolti qui anche 20 soldati italiani catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre.

I soldati sono sepolti in tombe singole. Le lapidi sono state realizzate con pietre provenienti dall’altopiano carsico, gli stessi luoghi delle battaglie della Prima Guerra Mondiale.

Ci sono due vie che si incontrano ad angolo retto formando una sorta di croce latina. Al centro un obelisco commemorativo – realizzato dallo scultore Angelo Negretti. L’Italia ai suoi figli caduti nella Guerra Mondiale MCMXV-MCMXVIII. Tutto attorno il prato bagnato.

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