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La Cattedrale di Breslavia e la strana storia della testa pietrificata

Molto tempo fa nella città di Breslavia viveva un ricco orafo, tanto abile nella lavorazione dei metalli preziosi quanto avido nel gestire i suoi affari. Franciszek, questo era il suo nome, aveva realizzato i più bei gioielli che si fossero mai visti nell’intera regione, tutti i più importanti nobili si erano rivolti a lui per avere sontuose collane o straordinari anelli d’oro. Ma nessuno di questi oggetti, poteva competere con la bellezza di sua figlia, nessun metallo prezioso brillava come gli occhi della giovane Barbara.

Non c’era uomo in città, giovane o vecchio, che non fosse innamorato del sorriso gentile di Barbara, dei suoi lunghi capelli biondi e della sua pelle delicata come quella di un angelo. Ma la ricchezza aveva fatto di Franciszek un uomo insensibile all’amore, e alla sua unica figlia aveva proibito di innamorarsi, egli l’avrebbe data in sposa solo al più ricco tra gli uomini, solo quando avesse trovato qualcuno ancor più ricco di lui.

Barbara però si era innamorata, si era innamorata di Henryk, il più giovane dei manovali che lavoravano per suo padre. Ed  Henryk ricambiava il suo amore, alla follia. Ma sapevano bene i due che il vecchio orafo non avrebbe mai approvato la loro storia e mai avrebbe lasciato che la sua unica figlia sposasse un povero operaio. Così vivevano il proprio amore di nascosto dagli occhi di tutti, soprattutto da quelli di Franciszek.

I due si incontravano ogni volta che potevano, spesso alla sera, non appena faceva buio, non lontano dal giardino di casa, oppure nelle brevi pause in cui Henryk poteva lascare il lavoro, anche solo per un bacio. E fu proprio una di queste occasioni a tradire la loro segretezza; Jakub, il più anziano degli operai di Franciszek li vide abbracciati nascosti all’ombra del grande albero sul retro della bottega. Jakub era sempre stato un servitore fedele e non aveva mai avuto in simpatia quel giovane troppo spavaldo e sicuro di se; così appena ne ebbe occasione raccontò tutto al vecchio orafo.

Leggenda Cattedrale Breslavia

Franciszek, fattasi sera, uscì dalla propria stanza dove si ritirava di consueto dopo il lavoro ed andò in giardino, per vedere con i propri occhi se la storia che Jakub gli aveva raccontato fosse vera. Henryk e Barbara stavano per incontrarsi come solito, convinti di essere ancora al sicuro. Quella notte non fecero in tempo neppure ad abbracciarsi. Franciszek ordinò al suo manovale di andarsene e non tornare mai più, perché mai avrebbe lasciato la sue bellissima figlia tra le braccia di un poveraccio come lui. Barbara era disperata, ma Henryk con un misto di orgoglio e faccia tosta disse al vecchio padrone che sarebbe tornato con tanti soldi da farlo impallidire.

Henryk lasciò la città in cerca di fortuna, ma ben presto scoprì come fosse difficile per un forestiero anche solo guadagnarsi da vivere. Poco tempo dopo la sorte gli voltò ancora le spalle, quando due briganti  gli rubarono quei pochi denari che era riuscito a mettere da parte. L’episodio lo convinse che non sarebbe mai riuscito lavorando onestamente a guadagnare a sufficienza per tornare dalla sua Barbara, e fu così che prese a dedicarsi al furto e alla rapina. Nel giro di poco tempo era diventato un temutissimo bandito, che derubava ed uccideva tanto i poveri viandanti quanto i ricchi mercanti che commerciavano sulla via tra Breslavia e Praga. Il tempo passava e a muovere il suo agire non era più il ricordo del bel volto della sua amata ma la rabbia e l’avidità.

Leggenda Cattedrale Breslavia

Quasi due anni erano passati da quando Henryk aveva lasciato la bottega di Franciszek, ed orgoglioso della ricchezza accumulata decise di tornare a Breslavia per affrontare il suo vecchio padrone. Entrò in quello che a lungo era stato il suo luogo di lavoro, vi entrò vestito da gran signore, con abiti sfarzosi e gioielli d’oro, appena Franciszek lo vide rimase senza fiato. Henryk gettò sulla tavola due sacchi pieni d’oro in segno di sfida. Non ho più bisogno di chiedere la mano di tua figlia ora posso anche comprarla.

Mentre passava le proprie mani tra le monete d’oro, il ricco orafo non poteva credere ai propri occhi, ma d’improvviso gli si gelò il sangue, quando riconobbe tra i preziosi che il suo vecchio manovale indossava un anello che egli stesso aveva realizzato per un mercante del nord che da poco era stato derubato ed ucciso da uno spietato criminale. Franciszek comprese quali gesta avevano fatto la ricchezza di quell’uomo e disgustato lo cacciò di nuovo dalla sua casa. Henryk era accecato dalla rabbia, non era più abituato a non ottenere ciò che desiderava. Tornò poco più tardi, verso sera, ed accertatosi che Franciszek e Barbara non potessero fuggire diede fuoco alla casa. Poi si allontanò, attraversò l’Odra e per meglio godersi il suo operato salì sulla torre della cattedrale.

Guardava con soddisfazione la casa del vecchio orafo bruciare e rideva di gusto. Era così tanto preso dallo spettacolo che non si accorse che le pareti della torre come fossero vive si stavano lentamente stringendo, non se ne accorse fin quando non riuscì più a muovere le braccia ed allora nello stupore cercò di liberarsi ma oramai la finestra dalla quale si stava sporgendo si era stretta attorno alla sua testa e lui non poteva più muoversi. Terrorizzato Henryk, iniziò a gridare; e gridava sempre più forte man mano che sentiva le mura della torre della cattedrale stringersi attorno al suo collo. La gente che passava di sotto sentì quell’uomo gridare, ma nessuno riusciva a comprendere le sue parole. Così guardandosi intorno preoccupati videro in lontananza le fiamme che avvolgevano la casa dell’orafo; immaginarono che l’uomo dalla torre gli stesse indicando quell’incendio e così tutti corsero via per prestare aiuto. Arrivarono in tempo alla casa di Franciszek e riuscirono a salvare le vite del vecchio orafo e di sua figlia. Ma in quello stesso tempo le mura della torre avevano soffocato Henryk in un ultimo disperato grido di terrore facendo del suo orrendo viso un’altra pietra della torre.

 Leggenda Cattedrale Breslavia  Leggenda Cattedrale Breslavia

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Breslavia dal campanile della Cattedrale

Questa è la Cattedrale di San Giovanni Battista ossia św. Jana Chrzciciela. Che poi in realtà la maggior parte delle foto le ho fatte dal campanile, quindi la chiesa neanche si vede tanto. Se volete una super sintetica storia della cattedrale: hanno iniziato a costruirla poco dopo il 1000, novecento anni dopo l’Armata Rossa l’ha praticamente distrutta, nel 1951 è stata restaurata.

Vi piace il panorama?

Sunrise at Ostrów Tumski.

Ostrów Tumski. Qui, circa mille anni fa, nacque la città di Wroclaw. Ostrów Tumski, tradotto dal polacco, significa isola della cattedrale – o almeno questo dice google translate. In realtà però l’isola della cattedrale non è più un isola da più di 200 anni. La Cattedrale di San Giovanni Battista, invece resta, anche se, come buona parte di questa città, è stata ampiamente ricostruita dopo la seconda guerra mondiale.

Ostrów Tumski nel 1315 fu venduta alle autorità ecclesiastiche, e rimase un territorio indipendente dalle leggi della città fino all’epoca napoleonica. Distrutte le fortificazioni dell’isola, i francesi, ricoprirono il braccio di fiume che passava dietro alla Cattedrale, lasciando Ostrów Tumski un isola solo nel nome.

La zona ha però nel tempo mantenuto la propria peculiarità. Ad esempio le novanta lampade a gas che la illuminano vengono accese e spente manualmente. Un uomo, tutti i giorni, vestito con un pesante mantello scuro, fa il giro dell’isola e con un lungo arpione accende le novanta lampade. L’ho incontrato la prima volta diverse settimane fa, verso le 19, quando la luce del giorno cominciava a farsi più debole. L’ho incontrato di nuovo l’altro giorno, erano le 5.30 e lui sulla via Katedralna spegneva le luci man mano che io mi avvicinavo alla Cattedrale di San Giovanni Battista. Poi si è spenta anche l’illuminazione della Cattedrale, consegnando Ostrów Tumski alla solenne quiete delle prime ore del mattino.

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