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Zurek. La più tradizionale zuppa polacca

Tra i piatti tradizionali polacchi un ruolo di primo piano ce l’hanno le zuppe. Per cercare di vincere i vostri pregiudizi verso il cibo in Polonia, oggi vi parlo di una zuppa, una grande zuppa. Lo Zurek.

Lo Zurek è una tradizionale minestra di farina di segale acida con carne. Confesso subito: non ho un’idea molto chiara su cosa sia la farina di segale acida; io ero fermo alla traduzione del titolo originale del Giovane Holden, ed anche allora non l’avevo capito.

Comunque, gli ingredienti sono i seguenti: un composto di farina di segale fermentato – mettendo in un barattolo di vetro la farina di segale insieme a dell’acqua, e lasciando a riposare per tipo 3 giorni; a parte cuocere funghi, cipolle, pancetta e salsicce, poi si si tolgono le salsicce e si aggiungono le patate. Nel frattempo fate delle uova sode. Mischiate il tutto, con salsicce a pezzi e uova tagliate a metà. Sale, pepe, alloro, aglio.

Se lo mangiate in una forma di pane fa tutto un altro effetto. Anche perchè così vi mangiate anche il piatto. Zurek w chlebie. A me piace. Soprattutto a Pasqua.

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La Fiat delocalizza. La Panda va in Polonia

La Fiat delocalizza in Polonia. Fiat porta la produzione della sua autovettura più venduta in Italia, la Panda, in Polonia, mentre in Italia si concentrerebbe la produzione dei modelli premium come quelli del marchio Alfa Romeo.

La storia della Fiat in Polonia è antica, risale infatti al 1934, quando iniziò la produzione della Fiat 508 Balilla presso la fabbrica Fabryka Samochodów Osobowych i Półciężarowych di Varsavia.

Più tardi iniziò la fabbricazione delle Fiat 1100 e Fiat 500 Topolino in una nuovissima fabbrica costruita dalla Fiat per la filiale polacca.

Ma è negli anni sessanta che la Fiat conquista le strade della Polonia, ristrutturò l’antica fabbrica di Varsavia per fabbricare la variante polacca della 125, la Polski Fiat 125p.

E negli anni settanta  dalle catene di montaggio di Bielsko-Biała (e successivamente dal secondo stabilimento di Tychy) esce la Polski Fiat 126p. L’auto della motorizzazione di massa della Polonia. conosciuta da tutti con il nomignolo Maluch.

 

 

 

Le 9 parole più difficili della lingua polacca

La fonologia notoriamente difficile della lingua polacca ha sempre causato molti problemi e confusione agli stranieri.
Per noi italiani, e per quasi tutti quelli che parlano una lingua romanza, qualsiasi parola in polacco è spesso solo una serie incomprensibile di consonanti. Il polacco distingue tre forme di ‘ch’ (CZ, C e Z), due forme di ‘sh’ (sz e S), e due forme di ‘j’ (DZ e dz), insieme a (dz ‘ds’ ), ‘ts’ (c), e ‘s’ (solo s)…
Ma quali sono le parole più dure in assoluto? Provate a pronunciare queste…
1. Żółć (bile)
2. Szczęście (felicità)
3. Pszczyna (città nel sud della Polonia)
4. Następstw (conseguenza)
5. Źdźbło (piccola foglia)
6. Bezwzględny (spietato)
7. Szymankowszczyzna (villaggio non lontano da Varsavia)
8. Szczebrzeszyn (W Szczebrzeszynie chrząszcz brzmi w trzcinie)
9. Grzegorz Brzęczyszczykiewicz 🙂

Inquinamento. Polonia peggio della Cina!

Delle 50 città più inquinate del Vecchio continente 33 sono polacche.
A gennaio i livelli di polveri sottili a Varsavia e Cracovia hanno raggiunto i 437 microgrammi per metro cubo. La media consentita dalla Ue nelle 24 ore è di 50 microgrammi: in Francia l’allarme smog scatta quando si superano gli 80, in Polonia la soglia è 300. Ma non sono le automobili a creare il problema, bensì il carbone. La causa dello smog che spesso avvolge città come Cracovia o Katowice, infatti, è proprio la generazione di elettricità, il riscaldamento delle case e l’alimentazione dell’industria tramite carbone; il settore, però, dà lavoro a 120mila persone nel settore, e non è facile pensare di chiuderlo.
Ma il Ministro dell’Energia Krzysztof Tchorzewski minimizza: «Non cediamo alla demagogia può esserci più inquinamento ma non per questo si vive meno».

Campi di concentramento polacchi?

L’Istituto polacco della Memoria nazionale (Ipn) ha pubblicato l’elenco completo di 8.500 funzionari delle SS che durante la Seconda guerra mondiale prestarono servizio press0 il più grande campo di sterminio nazista – Auschwitz.
La pubblicazione è una risposta del governo polacco al ripetersi dei casi in cui i campi di concentramento situati in Polonia durante l’occupazione tedesca vengono indicati come “campi polacchi” e non nazisti.
Una lista realizzata basandosi sugli archivi del Paese, su quelli tedeschi, austriaci, americani e solo in parte su quelli russi, i più difficili a cui avere accesso.
Qualche giorno fa è partito da Wroclaw un cartellone di 6 metri:  “Death camps were Nazi German – ZDF apologise!“, dovrà attraversare la Germania, il Belgio per poi arrivare a Cambridge.

Perchè tutte le grandi banche vogliono andare a Wroclaw?

Di recente, i vertici di J.P. Morgan Chase & Co. hanno visitato Breslavia per studiare l’ambiente: il colosso bancario americano sta valutando l’ipotesi di trasferirvi circa 2 mila posti di lavoro. Il gruppo Credit Suisse ha già 4 mila persone a Breslavia, Bank of New York Mellon Corp. ne conta quasi mille. UBS c’è già e Goldman Sachs  sta considerando la Polonia come un hub potenziale per ampliare i propri servizi in Europa dopo la Brexit, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

fonte: Wall Street Journal

 

Tradizioni di Natale in Polonia

Per la cena della vigilia – Kolacja wigilijna – si mangia pesce, piatto tipico: carpa – fritta, arrosto o in gelatina. Ma attenzione, non si comincia a mangiare fino a che la prima stella non appare in cielo. Se il 24 in cielo ci sono troppe nuvole, usate un po’ di fantasia…

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Tradizione comanda dodici portate, quanti gli apostoli e i mesi dell’anno.

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La cena non può non iniziare con la zuppa di barbabietole, il barszcz. Per l’occasione con uszka, dei piccoli tortrellini ripieni di funghi. (Come preparare il Barszcz)

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Poi certo non mancheranno i pierogi, che data la stagione saranno per lo più ripieni con cavoli e funghi; ma mangerete anche Bigos, aringhe e molto molto altro…

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A tavola si beve Kompot. Una bevanda ottenuta facendo bollire vari tipi di frutta.

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Come dolce sicuro in tavola è il Piernik – un panforte a base di zenzero. E poi Makowiec, un rotolo con semi di papavero; Kutia, dolce a base di miele, noci ed uvetta…

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Protagonista della serata è l’oplatek: un’ostia con raffigurazione della natività che ciascuno prima della vigilia spezza e condivide con i propri cari.

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Alla tavola della vigilia di natale si prepara un posto in più rispetto agli ospiti previsti. Una seggiola vuota per un eventuale avventore, uno straniero o un viandante, perchè nessuno venga lasciato solo la notte di natale, e perchè anche Maria e Giuseppe erano in cerca di riparo.

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A quella stessa tavola sotto la tovaglia della festa , o da qualche altra parte nella stanza, andrà anche della paglia, il riferimento è ovviamente alla mangiatoia della natività.

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La notte della vigilia è anche la sera dei canti natalizi religiosi, i Koledy, che durante le feste si alternano con i pastoralki, i canti tradizionali dei pastori.

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E la notte quella dello scambio dei regali, sebbene San Nicola passi già il 6 dicembre, per la festa che prende il nome – Mikołajki.

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