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7.000 animali allo Zoo di Breslavia

Quando lo Zoo venne aperto nel 1865 la città di Breslavia apparteneva ancora alla Prussia. Ancora oggi è lo Zoo più grande della Polonia: più di 30 ettari e più di 7 mila animali – senza contare i turisti, tra gli animali intendo.

[ENGLISH BELOW] Ovviamente ci sono i leoni, gli elefanti e le giraffe, ma l’attrazione principale oggi è l’Afrycarium-Oceanarium – inaugurato neanche un anno fa. Cosa si fa in un Afrycarium? Per esempio si cammina negli acquari con gli squali che nuotano attorno.

Zoo di Breslavia
Zoo di Breslavia

Lo zoo si trova esattamente di fronte ad Hala Stulecia, ed occupa dalla fine degli anni ’50 buona parte dei terreni in precedenza dedicati dai sovietici all’Esposizione dei Territori Recuperati.

Se volete andare è solo ad un paio di fermate di tram dal centro…

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When the zoo was opened in 1865, exactly 150 years ago, the city of Wroclaw still belonged to Prussia. Today it is the largest zoo in Poland: more than 30 hectares and more than 7,000 animals – not counting tourists, among the animals I mean. Obviously there are lions, elephants and giraffes, but the main attraction today is the Afrycarium-Oceanarium – it was opened less than a year ago. What do you do in a Afrycarium? For example, you walk in the aquarium with sharks swimming around.

The zoo is located exactly in front of Hala Stulecia, and from the end of the 50s occupies big part of the land previously dedicated by the Soviets to the Recovered Territories Exhibition.

If you want to go, it is only a couple of tram stops from the city center …

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Le 14 statue in bronzo senza nome comparse nella notte a Breslavia

Świdnicka è la strada che parte dall’angolo sud del Rynek ed arriva fino alla ferrovia, un kilometro circa. Poco prima di finire sotto i binari incrocia Piłsudskiego, un’altra grande via che gira a sud del centro della città di là dal canale Fosa Miejska. Se vi fermate all’incrocio guardando verso Rynek vedrete Renoma lo storico centro commerciale di Breslavia – costruito negli anni 30 – alle vostre spalle invece ci sarà Arkady, un altro centro commerciale costruito pochi anni fa. Qui si incrociano varie linee di tram ed autobus, e probabilmente dovrete aspettare un po’ prima che il semaforo diventi verde.

[ENGLISH VERSION BELOW]

A questo incrocio nella notte del 13 dicembre di 10 anni fa 7 statue in bronzo comparvero sul lato destro di Świdnicka, 7 sul lato sinistro. Le 7 sette sul lato sinistro sembra che stiano per attraversare la strada, ma sprofondano sottoterra fino a scomparire, sull’altro lato all’opposto altre sette statue riemergono dal cemento.

Il 13 dicembre 1981 Wojciech Jaruzelski generale dell’esercito, Primo Segretario del Partito Operaio Unificato Polacco e capo del governo proclama la legge marziale; Solidarnosc ed altri gruppi sono banditi e i loro leader, tra cui Lech Wałęsa, arrestati durante la notte. Dichiarato il coprifuoco, i militari occupano le strade e gli aeroporti vengono chiusi. Migliaia vengono arrestati, scomparendo nell’ombra come sprofondando sottoterra.

La legge marziale viene revocata l’anno successivo. Molti prigionieri riemersero dalle carceri solo alcuni anni più tardi.

Przejście.

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Świdnicka is the street that starts from the south corner of Rynek and reaches the railroad, it is about one kilometre. Shortly before ending up under the train tracks, it crosses Piłsudskiego, another major road that runs south the city centre after the channel Fosa Miejska. If you stop at the crossroad, facing Rynek, you will see Renoma, the historic shopping mall of Wroclaw – built in the 30’s – behind you instead there will be Arkady, another shopping mall built only a few years ago. This is a busy junction, many trams and buses, you’ll probably have to wait a while before the light turns green.

At this junction on the night of December 13th, 10 years ago, 7 bronze statues appeared on the right side of Świdnicka, 7 on the left side. The 7 seven on the left side appear to be to crossing the street, but they sink underground to disappear, on the other side, the opposite, the statues emerged from the concrete.

On 13 December 1981 army general Wojciech Jaruzelski, First Secretary of the Polish United Workers Party and head of the government proclaimed martial law; Solidarity and other groups were banned and their leaders, including Lech Walesa, were arrested during the night. Curfew was declared, the military occupied the streets, airports were closed. Thousands were arrested, disappearing into the shadows as sinking underground.

Martial law was lifted the following year. Many prisoners emerged from prison only few years later.

Breslavia in bicicletta

Da tre mesi oramai mi sposto quasi solamente in bicicletta. Dirai, sai che innovazione, ma io caro amico vengo da un paesino che sta arrampicato su una collina, dove ci sono o strade in salita o strade ancora più in salita, per cui avevo abbandonato i mezzi di locomozione privi di motore da circa una ventina d’anni.

A farmi riscoprire il piacere di pedalare – anche se i sellini restano sempre scomodi – è stato il servizio di bike sharing organizzato in città. Esiste da qualche anno, ma da maggio sono state costruite più di 70 stazioni con più di 700 biciclette.

Il sistema è facile, ti registri sul sito, con il tuo numero di telefono ed un deposito di 10 zloty. Ad ogni stazione, come fosse un bancomat inserisci il tuo numero di telefono e la tua password e scegli una bicicletta, se la tieni meno di 20 minuti non paghi niente, se la tieni un ora 2 zloty e così via. Quando trovi un’altra stazione è sufficiente riagganciarla ed il sistema registra la fine del prestito. Tutte queste cose le puoi fare comodamente anche con un’app su smartphone.

Io da bravo italiano, avevo subito pensato che i furti di bicicletta sarebbero stati all’ordine del giorno, invece da quello che vedo sembra che i polacchi le biciclette preferiscano usarle piuttosto che rubarle, così come è sorprendente che nessuno abbia avuto tempo di prendere a sprangate le stazioni compiuterzzate o farci spra un bel graffito illegibile di vernice nera. Strana gente.

Detto ciò vi confesserò che fare foto mentre si va in bicicletta è piùttosto scomodo, forse anche pericoloso, credo dovrebbe essere vietato,e forse, considerato quanto sono severi su queste cose da queste parti, lo sarà pure.

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Breslavia ed i palazzi brutti (?!)

Dopo un anno che vi racconto di Breslavia come di una città bella e piena di energia, mi sembra giusto farvi sapere che in giro ci sono anche cose abbastanza brutte (non per questo io non le fotografo).

Molto di questi palazzi – che trovate di seguito – si trovano in zone molto centrali della città; quando vi lasciate alle spalle il Rynek, la piazza centrale della città, non dovete camminare molto prima di trovarvi di fronte palazzi più adatti ad una periferia che ad un centro storico.

La piazza Nowy Targ ad esempio è una piazza storica di Breslavia, se ne ha traccia già dal XIII secolo con i primi insediamenti germanici. Gli edifici che servivano al mercato vennero distrutti durante la seconda guerra mondiale, così come anche la fontana del Nettuno, i cui resti interrati sono stati ritrovati solo pochi anni fa durante la costruzione del parcheggio sotterraneo. La piazza è stata infatti ristrutturata da poco, nuova pavimentazione, parcheggio sotterraneo e arredo moderno; sul lato sud resta l’unico palazzo sopravvissuto ai bombardamenti della guerra, oggi sede di uffici comunali. Sugli altri lati sorgono edifici residenziali anni ’60, che certamente mai brillarono per particolare gusto, ed oggi consumati dal tempo sono obiettivamente brutti.

Dopo un po’ di tempo che vivrete qui però vi abituerete a questi contrasti. I palazzoni residenziali vecchi di cinquant’anni che ancora sanno di comunismo si intrecciano con i nuovi edifici in vetro ed acciaio che nascono sull’onda dell’attuale entusiasmo economico. Tutto insieme con i monumenti più antichi e quelli ricostruiti uguali dopo la guerra.

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Il Parco Tołpy sotto casa

A Breslavia non c’è il mare. La spiaggia più vicina è a 500 kilometri. Quando fa caldo, quindi, è meglio trovare qualche soluzione alternativa. Io sto sdraiato davanti a questo laghetto, la cui acqua è per la verità un po’ troppo verde.

Il parco è dedicato Stanisław Tołpa, botanico polacco vissuto a Breslavia che a lungo si dedicò a studiare la torba.  Il parco Tołpy si trova a nord della città, ma soprattutto è vicinissimo a casa mia. (Nel caso in cui non abbiate ripassato le regole di fonetica polacca tołpy si legge toupe).

A Breslavia ci sono molti parchi, ad est c’è Park Szczytnicki davanti ad Hala Stulecia, dove c’è anche il Giardino Giapponese. Ad ovest Park Zachodni e a sud Park Południowy. Per la cronaca Zachodni e Południowy significano proprio dell’ovest e del sud, un po’ come le stazioni del Monopoli.

Poi c’è Park Grabiszyński, vicino al cimitero di cui già sapete (vero?), o Park Juliusza Słowackiego, che si trova nel centro della città. Non sto ad elencarveli tutti che poi vi distraete e non gardate le foto.

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Sposi a Breslavia

Quando arrivai lo scorso anno, rimasi quasi subito stupito dall’incredibile quantità di sposi che mi capitava d’incontrare – con fotografi al seguito – in giro per la città. Abiti bianchi ovunque, mi sembrava. Con il passare delle stagioni mi sono accorto che era estate. D’inverno anche i polacchi si sposano molto di meno.

Torno a farci caso adesso, ogni volta che attraverso Ostrow Tumski, e ne incontro di nuovo tra la cattedrale ed il ponte dei lucchetti. Ma anche in luoghi meno prevedibili (e comprensibili) tipo il palazzo dove lavoro, un edificio moderno, la cui parte bassa della facciata è costituita da una maglia di grandi triangoli in metallo incrociati, così che sembrino uscire dalla parete.

Tuttavia è vero che la propensione al matrimono è sensibilmente superiore rispetto all’Italia. Una coppia di ragazzi si sposerà probabilmente prima dei venticinque anni senza troppo stupore.

Io, invece, sono ancora single.

PS. da quando son qui ho sempre sentito parlare dei matrimoni polacchi come delle feste infinite, qualcosa a metà tra dei baccanali e dei rave. Due giorni ininterrotti di vodka, cibo, vodka e balli, e vodka. Sfortunatamente ancora nessuno mi hai mai invitato.

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