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Wroclaw gelata

Quando il fiume si ferma.

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Zurek. La più tradizionale zuppa polacca

Tra i piatti tradizionali polacchi un ruolo di primo piano ce l’hanno le zuppe. Per cercare di vincere i vostri pregiudizi verso il cibo in Polonia, oggi vi parlo di una zuppa, una grande zuppa. Lo Zurek.

Lo Zurek è una tradizionale minestra di farina di segale acida con carne. Confesso subito: non ho un’idea molto chiara su cosa sia la farina di segale acida; io ero fermo alla traduzione del titolo originale del Giovane Holden, ed anche allora non l’avevo capito.

Comunque, gli ingredienti sono i seguenti: un composto di farina di segale fermentato – mettendo in un barattolo di vetro la farina di segale insieme a dell’acqua, e lasciando a riposare per tipo 3 giorni; a parte cuocere funghi, cipolle, pancetta e salsicce, poi si si tolgono le salsicce e si aggiungono le patate. Nel frattempo fate delle uova sode. Mischiate il tutto, con salsicce a pezzi e uova tagliate a metà. Sale, pepe, alloro, aglio.

Se lo mangiate in una forma di pane fa tutto un altro effetto. Anche perchè così vi mangiate anche il piatto. Zurek w chlebie. A me piace. Soprattutto a Pasqua.

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Breslavia, Mercatino di Natale

Su tre lati della centrale Piazza del Mercato e su due delle principali vie che giungono al Rynek. Un centinaio di bancarelle popolano da un mese il centro della città. Bancarella è riduttivo. E soprattutto vi fa pensare a tavolacci sporchi di ambulanti abusivi all’uscita della vostra fermata della metropolitana, o a qualche banchetto disordinato da fiera di paese. Queste sono costruzioni vere e proprie, in legno, tutte uguali, in ordine, realizzate tutte insieme nel giro di una settimana, quando ancora Natale era ben lontano.

Agli angoli della piazza c’è il vin brulè, Grzaniec (rz si pronuncia j, e la c si pronuncia z). Vino caldo, normale, con un po’ di rum o sciroppo di mirtilli o ribes. Ma anche cioccolata calda. In piccole coppe a forma di scarpone, rosso bordeaux, il Rynek disegnato, 10 zloty di deposito, che poi finisce che te la tieni. Tanti tavolinetti in legno con una tettoia a coprire ed un focolare acceso al centro. Più in là si mangia, golonka, kiełbasa, wiejska, kaszanka, turyngia. E zuppe, pane lardo e cetrioli, formaggio arrosto. Dietro ai tavoli, un piccolo parco giochi: un piccolo, ma rumoroso, ottovolante, riproduzioni animate della fiabe, Pinocchio, Cappuccetto Rosso, altri giochi. Poi dolci, tanti dolci. Pierniki, Trdelník, Waffles, frutta caramellata o ricoperta di cioccolato, strufoli fritti, caramelle e cioccolato caldo.

E tanti oggetti, souvenir, addobbi, statuine, giocattoli, biscotti, candele, liquori, guanti e berretti. E tanta gente, che mangia, guarda, passeggia, si fa le foto con una renna, con gli gnomi e sotto il grande albero di luci.

Il Rynek di Breslavia, la piazza del mercato

Il Rynek è il cuore indiscusso della città di Breslavia. La piazza del Mercato, enorme, lunga più di 200 metri e larga poco meno, gira attorno ad un blocco di edifici – tra i quali il Ratusz l’antico municipio – anch’essi attraversati da piccole vie. Sul lato est del Rynek si aprono altre due piazze, la Piazza del Sale sul lato sud e la Piazza della chiesa di Santa Elisabetta sul lato nord.

Rynek Breslavia
Rynek Breslavia

[ENGLISH BELOW] Già agli inizi del 1200 qui di teneva il mercato. Lentamente attorno iniziarono a nascere palazzi, e un paio di secoli dopo si cominciò anche a costruire il municipio della città – uno dei pochi edifici che è sopravvissuto indenne ai colpi della storia. Rynek venne prima ricostruito quasi interamente alla fine dell’800 secondo il gusto stilistico dell’epoca, e poi distrutto completamente sul finire della seconda guerra mondiale. La ricostruzione del dopoguerra fu fatta cercando di riprodurne con fedeltà la forma ed i colori.

Rynek Breslavia
Rynek Breslavia

Oggi il mercato non c’è più, se non a Natale. Ma il Rynek è ancora il fulcro delle vite dei cittadini di Breslavia, è il palco di tutti gli eventi, grandi e piccoli, sfilate e concerti. Sturbucks, McDonald’s e Burger King da un lato, ristoranti Italiani e Greci dall’altro. Al centro bar tradizionali con vodka a prezzi popolari, birrerie e locali per ogni gusto. Ci sono i pierogi più famosi della cità e la birreria più antica d’europa. Artisti di strada, mimi, pittori ed il ragazzo che fa le bolle di sapone. I bambini che rincorrono le bolle di sapone ed i genitori che li fotografano. I turisti alla ricerca degli gnomi, qualche senza tetto alla ricerca di un po’ di birra e le ragazze degli strip club alla ricerca di turisti.

The Rynek is the undisputed heart of the city of Wroclaw. A huge square longer than 200 meters and wide and a little less. It revolves around a block of buildings, including the old town hall, also crossed by narrow streets. The corners on the east side open into two more squares, the Salt square on the south side and the square of the Church of St. Elizabeth on the north side. A market starts to appear here at the beginning of the 13th century, slowly around buildings begin to grow; a few centuries later the building of the town hall start – one of the few buildings that survived unscathed the blows of history. The rest of the Rynek was first rebuilt almost entirely at the end of ‘800 according to the stylistic taste of the time, and then completely destroyed at the end of World War II. The post-war reconstruction tried to faithfully reproduce shape and colors.
Today the market is gone, if not at Christmas. But the Rynek is still the core of the lives of the Wroclaw citizens, is the stage of all events, large and small, parades and concerts. Starbucks, McDonald’s and Burger King on the one hand, Greek and Italian restaurants on the other. At the center bar with traditional vodka at cheap prices, clubs for every taste. The most famous Pierogi in town and the oldest brewery in Europe. Street artists, mimes, painters and the boy making soap bubbles. Children chasing soap bubbles and parents who photograph them. Turists looking for the dwarves, some homeless looking for a sip of beer and the girls from the strip club looking for tourists.

Szklarska Poręba e il Parco Nazionale di Karkonosze

Szklarska Poręba è ad un paio d’ore da Wroclaw in direzione sud ovest, quasi al confine tra Polonia e Repubblica Ceca. Non lontano c’è Jelenia Góra. Szklarska Poręba è nota soprattutto agli appassionati di sci, ma siccome sciare non fa per me, mi sono limitato a camminare. Tanti i percorsi che si possono seguire nei boschi di Szklarska. Per un’immersione completa nella natura della Bassa Slesia non può mancare un giro al Parco Nazionale di Karkonosze, i Monti dei Giganti.

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Un inverno in Polonia

Il 2016 a Wroclaw (Breslavia) e in Polonia è arrivato con la neve. Un inverno freddo come è lecito aspettarsi. Per la prima volta da quando sono in Polonia ha fatto davvero freddo; le temperature sono scese  fino ai -15° nella prima domenica dell’anno e sono rimaste sotto lo zero per una decina di giorni. La neve caduta già a Capodanno non se n’è più andata. Per la felicità dei più piccoli, e non solo, il laghetto del parco vicino casa mia, questo parco, si è completamente gelato.

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Questa parte del lago per qualche motivo non si è gelata, così le anatre e gli altri uccelli che in genere vivono qui vi si sono rifugiati. Per fare un confronto, qui è lo stesso lago d’estate.

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Ho così scoperto che lo slittino è una delle attività più tipiche di un inverso polacco. Questa collina si trasforma facilmente in un’ottima pista.

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Una bellissima atmosfera ricopre la città, Ostrów Tumski, Rynek, Wyspa Słodowa…

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Della bellezza in mezzo ai rifiuti

Per via di fatti che non sto qui a spiegarvi, sono andato a pulire un tratto della sponda del fiume Oder appena fuori il centro di Breslavia. Eravamo una decina di persone, ed abbiamo lavorato per una buona mezza giornata. Abbiamo raccolto una grande quantità di rifiuti, soprattutto bottiglie di vetro e oggetti di plastica. Anche cose più singolari, in verità, come due paia di jeans, un cappello, un barbecue, un reggiseno ed un femore di bovino.

Guardando con attenzione c’è della bellezza anche in mezzo ai rifiuti.

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Due to events that I won’t explain here, I cleaned a section of the riverbank of the Oder, just outside the center of Wroclaw. It was about a dozen of us, and we worked for a half day. We collected a large amount of waste, particularly glass bottles and plastic objects. But also few unique things, such as two pairs of jeans, a hat, a barbecue, a bra and a hip of beef.
Looking carefully there is beauty even in the midst of waste.