Il ponte, il cigno e la gente

Martedì sera, manca un po’ meno di un’ora alla mezzanotte. L’aria è tornata ad essere fredda. Io vengo dalla via Grodzka e mi avvicino a Most Piaskowy. Al centro la strada, due corsie per le auto, delimitate ai lati da due strutture in acciaio alte circa due metri, di colore rosso, una serie di barre, che con un motivo a croce, segue la strada lungo il ponte. Ai lati i passaggi pedonali, pavimentati, larghi abbastanza per far passare comodamente un paio di persone. La ringhiera anch’essa rossa guarda al fiume, da un lato verso wyspa Tamka e wyspa Słodowa dall’altro verso la Cattedrale e in lontananza Most Pokoju. Io passo sul lato sinistro del ponte, guardando verso la wyspa Słodowa e l’università.

All’inizio del ponte ci sono in ombra un gruppo di ragazzi, quattro o cinque, che impediscono il passaggio. Uno di loro ha una sorta di uniforme militare. Stanno fermi. Perchè non si spostano? Passo al lato di uno di essi. Si guardano, mi guardano, li guardo. Non sappiamo come passare. Il cigno è in mezzo al passaggio. Come è arrivato fin lì? Dove se ne andrà adesso? Come farà a tornare in acqua?

Passo alla destra del cigno, che lentamente si avvia nella direzione opposta alla mia, verso il centro della città.

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